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Furti a ripetizione . È corsa agli impianti di videosorveglianza

Colpiscono a ripetizione, si muovono come un branco, entrano in casa con lo scasso, se dentro l’abitazione c’è qualcuno, se sentono grida fuggono subito, ma la presenza dei proprietari non è in sé un deterrente adeguato. Agiscono prevalentemente di notte o quando viene buio, prendono ori, valori, contante. Poi passano ad un obiettivo vicino. In Valtellina e Valchiavenna è corsa agli antifurto mentre si torna a fare i conti sul territorio, con il fenomeno delle bande di malviventi che prendono di mira borghi isolati, frazioni, paesi.

L’allarme in questi giorni è alto dopo le vicissitudini e l’apprensione che hanno interessato Castionetto di Chiuro con la sequela di furti tra venerdì e sabato scorso. Otto le effrazioni andate a segno venerdì notte, altri due furti segnalati il pomeriggio successivo. Porte scardinate con cacciaviti, panico tra i residenti, e la certezza che fosse in azione una banda organizzata. Tra le risposte attivate, si è tenuto un comitato per la sicurezza convocato in Prefettura alla presenza del sindaco di Chiuro.

Il panico muove anche la gente verso soluzioni di prima tutela per arginare scassi e intrusioni. Gli installatori di dispositivi per monitorare le case e attivare segnali sonori in caso di scasso, però ammoniscono. «C’è corsa agli antifurto, ma sempre dopo che i ladri hanno rubato in casa, o nella casa del vicino». Quella degli antifurto, insieme alla installazione di porte blindate è una risorsa alla quale si guarda soprattutto dopo. «Questo è un costume – spiega da Morbegno Tiziano Frate, titolare di un grande esercizio specializzato in dispositivi elettronici, con sede in via Forestale – che non sembra cambiare neanche con l’infittirsi di fatti gravi che interessano le cronache. Noi vendiamo i prodotti, poi alla installazione provvede l’elettricista. E confermo come l’interesse dei clienti verso questa tipologia di prodotti sia normalmente successiva all’episodio di cronaca, quando ci si accorge che il furto arriva vicino a casa, e il rischio inizia a presentarsi concreto».

Due sostanzialmente le tipologie di antifurto per abitazioni che vanno per la maggiore. «Ci sono – spiega ancora – gli antifurto sonori e quelli che utilizzano telecamere. Oggi vendiamo quasi più la videosorveglianza, un sistema che costituisce anche un presidio di sicurezza contro gli atti vandalici. Per quanto riguarda i costi – aggiunge – si va dai 350 fino ai 1.000 euro, dipende da quante telecamere decidi di installare».

Spiega anche che la clientela chiede sempre di più gli antifurto video collegati allo smartphone. «Le telecamere – precisa – sono controllabili con il telefono portatile, c’è una app che ti avvisa in caso di allarme. Inoltre in ogni momento puoi connetterti con il sistema di videosorveglianza e controllare sul piccolo monitor le stanze di casa dove è attivo il monitoraggio video».

Anche da Sondrio, dal centro specializzato per sistemi di videosicurezza e allarme di via Sauro si confermano le tendenze sui prodotti e i comportamenti che caratterizzano la clientela. «Dopo i furti recenti – precisa un tecnico installatore – abbiamo avuto molte richieste da Castionetto di Chiuro, vendiamo sirene e telecamere a circuito chiuso, e anche i nuovi sistemi di controllo remoto attraverso lo smartphone. Anzi, direi che le scelte della clientela stanno indirizzandosi in modo più deciso proprio verso questi dispositivi. E in ogni caso noi consigliamo di adottare sia l’allarme sonoro, sia le telecamere, i costi vanno dai 1.000 ai 3.000 euro».

fonte: La provincia di Sondrio

 

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